DAJE OROK

La continuità, nel tennistavolo come nella vita, è spesso più sorprendente e fruttuosa della novità. OROK ha scelto di restare, e la King Pong ha scelto di tenerlo: un matrimonio che si rinnova non per abitudine, ma per convinzione.

Nigeriano classe 2003, ha chiuso la stagione con un 70% di vittorie in A2, ma i numeri raccontano solo metà della storia. Il podio di Biella in seconda categoria, le vittorie di prestigio, la scalata in classifica, che lo equipara al ventunesimo posto del ranking nazionale: tutto parla di un giocatore che ha trovato la sua dimensione nel tennistavolo italiano.

Il suo dritto esplosivo rimane l’arma più evidente, ma è nella costruzione del punto che OROK ha compiuto il salto di qualità. A quasi 22 anni ha davanti quella terra di mezzo dove i campioni si separano dai buoni giocatori: non più solo per doti atletiche, ma per la capacità di reinventarsi ogni partita.

La conferma in maglia King Pong segna una nuova partenza. Perché nel tennistavolo, come insegnano i maestri orientali, il vero avversario non sta dall’altra parte del tavolo, ma dentro di noi.
E OROK, stagione dopo stagione, continua a vincere quella sfida più importante.