IL RUMORE DELLA PALLINA

Siracusa, interno giorno, dicembre: sabato 13 alle 16:00, mentre fuori il pomeriggio si accorcia e la luce mediterranea prende quella sfumatura obliqua che hanno solo i tramonti d’inverno, l’Istituto “S.Raiti” si prepara ad accogliere un suono. Tic-toc, tic-toc. Il rumore della pallina che rimbalza è come un metronomo: segna il tempo, lo scandisce, a volte lo dilata. E quando TT Città di Siracusa e King Pong si troveranno faccia a faccia, quel suono diventerà qualcosa di più di un semplice rimbalzo.

Ci sono molti modi per dire “seconda contro prima”, ma uno solo prevede che lo si faccia con una pallina da 2,7 grammi. Otto punti contro dieci: numeri che sembrano piccoli, insignificanti quasi, eppure raccontano universi interi. Distanze che si misurano in millimetri, sul tavolo, ma che pesano molto.

Siracusa arriva a questo appuntamento con l’andatura di chi non ha mai inciampato. Cinque giornate, cinque vittorie: un ruolino che ricorda le passeggiate domenicali, quelle in cui tutto sembra facile. Ma non si vince cinque volte per caso, non in Serie A2 dove ogni punto è una conquista. I siciliani hanno mostrato quella rara capacità di vincere in modi diversi.

Quando una squadra vince sempre allo stesso modo diventa prevedibile.
Quando vince in modi diversi, diventa pericolosa.

King Pong si presenta con tre vittorie e due pareggi, che tradotto dal linguaggio dei numeri significa: non abbiamo ancora perso. E questo non è un dettaglio da poco. C’è una differenza abissale tra chi non ha mai vinto e chi non ha mai perso. King Pong appartiene alla seconda categoria, quella più scomoda da affrontare. Ha portato a casa punti quando non doveva, ha strappato pareggi che sembravano impossibili. È cresciuta partita dopo partita, come un organismo che si adatta.

Tra i possibili match ce n’è uno che brilla più degli altri: Francesco Palmieri contro Rafael Vinicius Turrini.
Palmieri ha numeri che parlano: 83,3% di vittorie, 16 set vinti contro 5 persi. Ma Turrini risponde con qualcosa che assomiglia alla perfezione: 90% di vittorie, 27 set contro 6. Ventisette a sei. Provate a pensarci. È come vincere sempre e poi ancora, con una regolarità che in altri sport chiameremmo dominio.

Siracusa difenderà la sua imbattibilità davanti al pubblico di casa; un’eventuale vittoria consoliderebbe la vetta ma soprattutto lancerebbe un messaggio: noi ci siamo.

King Pong ha l’obiettivo stagionale della salvezza ben chiaro. La salvezza: parola che suona difensiva, timida quasi. Ma il calendario, almeno per ora, non vieta di sognare. Questo match rappresenta una di quelle occasioni rare: affrontare la capolista quando sei ancora imbattuto, quando la fiducia è al massimo, quando tutto sembra possibile.
Un risultato positivo avrebbe un valore enorme, non solo in classifica ma soprattutto nella testa. Perché il tennistavolo, come tutti gli sport dove sei solo contro l’avversario, è soprattutto una questione di credere o non credere.

Sabato pomeriggio, mentre il sole di dicembre scenderà basso, forse Siracusa continuerà la sua marcia imbattuta. Forse King Pong farà lo sgambetto alla favorita.
Ma più dei risultati resterà quel suono. Tic-toc, tic-toc. La pallina che rimbalza, avanti e indietro, in un dialogo fatto di silenzi e colpi secchi.